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::Chiesa Madre a Partanna » Storia

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Ove son or le meraviglie tue
O regno di Sicilia? Ove son quelle
Chiare memorie, onde potevi altrui
Mostrar per segni le grandezze antiche?

(Dal Fazello - Storia di Sicilia,
deca I,lib. VI,cap.I)



Chiesa Madre

Chiesa Madre

Via Vittorio Emanuele, 19



Di fattura seicentesca, la Chiesa Madre è tra i monumenti più rappresentativi di Partanna. Danneggiata gravemente dal terremoto del Belice nel 1968, fu parzialmente ricostruita e riaperta al culto verso la fine degli anni 70.
Fu progettata nel 1536 dal Barone Baldassarre Grifeo ma consacrata soltanto più di un secolo dopo, nel 1676, e dedicata alla Trasfigurazione del S.S.Salvatore. La notevole decorazione a stucco degli interni fu eseguita tra il 1692 e il 1729 da Vincenzo Messina con l'aiuto dei figli Giacomo e Giovanni.
La facciata, un campanile e la copertura della navata centrale furono danneggiati dal sisma del 1968 ma ricostruiti secondo il disegno originale. L'interno è a pianta basilicale, a tre navate, doppio transetto e un'abside molto originale con terminazione a pianta quadrangolare in corrispondenza della navata centrale e semicircolare ai due lati.
La cappella absidale della Trasfigurazione è il punto centrale della chiesa, non solo per la sua posizione ma per la fastosità e la ricchezza di decorazioni che incantano lo sguardo del visitatore.
Nel corpo presbiteriale si conservano tracce delle antiche colonne e dei capitelli. L'abside centrale ospita la scultura che raffigura la Trasfigurazione mentre la navata a destra è dedicata al Santissimo Sacramento e quella a sinistra a San Vito Martire.
Le profonde cappelle che caratterizzano le navate laterali contengono pregevoli esempi di arte pittorica e scultorea siciliana realizzati fra il Cinquecento e l'Ottocento.
Si trovano sculture di Francesco Laurana
, gli stucchi del Serpotta e un organo ligneo, definito tra i più belli della provincia di Trapani. L'organo si trova nella parte destra della navata centrale, sopra una cantoria lignea a balconata, riccamente ornata e sostenuta da un pilastro con capitello decorato con motivi floreali. Il prospetto ligneo dell'organo fu progettato dall'architetto palermitano Paolo Amato, noto "ingingero della città di Palermo", e costruito dal maestro trapanese Natale Puglisi, mentre l'organo è opera del sacerdote di Corleone Filippo Xaxa.
Il prospetto ligneo, tutto indorato, si presenta con una grossa aquila con le ali spiegate, in posizione centrale, e due eleganti volute agli angoli con funzioni decorative.Tutto il complesso è completato da un tetto a doppia falda, costituito da cassettoni al cui centro sono poste 60 rosette. L'odierna facciata di stile barocco, ridisegnata sul modello di quella antecedente al 1968, è a due ordini di cui il primo tripartito da lesene in pietra. Al centro trova posto il portale dal timpano curvo e riccamente modanato, fiancheggiato da colonne in marmo rosato poste su alto basamento; i portali laterali hanno, invece, linee semplici con timpano triangolare e sono sormontati da una finestra circolare che fa filtrare la luce esterna. La parte centrale della facciata culmina in alto nell'isolato corpo timpanato che ne costituisce il secondo ordine. Delle due ampie volute che raccordavano il corpo centrale ai sobri campanili che fiancheggiano tuttora la facciata non rimane più nulla. I prospetti laterali sono arricchiti da un elegante loggiato settecentesco.



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